Testamento olografo e validità: aspetti grafologici e psicopatologici

Testamento olografo e validità: aspetti grafologici e psicopatologici
Giacomo Piperno

*A cura di Licia Selvaggio

Il Codice Civile (art. 587, comma 1) definisce il testamento come un atto revocabile con il quale si dispone, per il tempo in cui si avrà cessato di vivere, ora per allora, di tutte le proprie sostanze o di una parte di esse. Il testamento è, in buona sostanza, il riconoscimento giuridico della possibilità del soggetto di disporre in merito alle sorti della sua sfera patrimoniale. È pacifico che il testamento è ricompreso nella categoria degli atti mortis causa, ossia di quegli atti destinati a produrre gli effetti giuridici solo in conseguenza della morte del testatore. In quanto regolamentazione di interessi post mortem, esso racchiude e esprime una volontà i cui effetti sul piano giuridico scaturiscono solo dall’apertura della successione. Ciò detto, non esclude che sia un negozio compiuto e perfetto sin dal momento della sua confezione secondo le norme di legge.

Il Testamento

Il testamento è negozio tipico perché è il solo e unico atto previsto dall’ordinamento civile italiano con cui si può disporre delle proprie sostanze per quando si avrà cessato di vivere; è unilaterale, in quanto manifestazione di volontà del solo testatore ai fini della sua efficacia, e non recettizio, giacché, ai fini della sua validità, non ha necessità di rivolgersi a terzi né di essere portato a conoscenza di questi. In qualità di negozio strettamente personale, deve essere redatto da un unico soggetto, considerato che non è ammesso dal Legislatore il fenomeno della rappresentanza, sia volontaria che legale, né la determinazione per opera di un terzo.

Il Testamento

Il testamento è altresì un atto illimitatamente revocabile perché sino all’ultimo momento di vita il testatore è libero di revocare o modificare le disposizioni di ultima volontà in ogni momento, integralmente o parzialmente, con le forme previste dalla legge. Inoltre, il testamento è un negozio unipersonale, consistendo nella dichiarazione di volontà della sola persona del disponente, nonché formale, giacché, come vedremo nel prosieguo, soggetto a precisi requisiti di forma.

Le forme del Testamento

Il testamento è un negozio formale poiché è consentito di disporre dei propri beni, a pena di nullità, solo in una delle modalità previste dalla Legge (artt. 601 e segg. del c.c.), in virtù della necessità di assicurarne la provenienza dalla persona del testatore.

Le forme consentite dall’ordinamento vigente per la redazione del testamento, tutte accomunate dall’uso della scrittura, sono quelle ordinarie, costituite dal testamento olografo e dal testamento per atto di notaio, a sua volta pubblico o segreto, da cui si distinguono le forme speciali che rappresentano particolari forme di testamento pubblico vincolate a determinante circostanze di luogo o di evento eccezionali che non consentono il ricorso alle forme ordinarie (malattie contagiose, calamità pubbliche o infortuni, a bordo di nave o di aereomobile, il testamento dei militari e assimilati in zona di operazioni belliche).

  • Il testamento pubblico è un atto pubblico, redatto secondo le prescritte formalità da un pubblico ufficiale (il notaio) autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo in cui è redatto. Pertanto, per esso trovano applicazione le norme definite dal codice civile con riferimento agli atti pubblici. In particolare, si applica al testamento pubblico la norma dell’art. 2700 c.c., per cui l’atto pubblico fa piena prova fino a querela di falso della provenienza del suddetto dal pubblico ufficiale che lo ha redatto e di quanto il notaio attesta essere stato fatto o detto in sua presenza. Più nello specifico di tale forma di testamento, il testatore dichiara, innanzi al notaio e alla presenza di due testimoni, le proprie volontà che vengono ridotte in forma scritta dal notaio stesso (art. 603 c.c.). Dunque il notaio procede alla lettura del testo, che verrà in seguito sottoscritto dal testatore, dal notaio e dai testimoni.
  • Il testamento segreto è un testamento costituito da un atto redatto in privato dal testatore ma poi consegnato, alla presenza di due testimoni, al notaio, che lo sigilla in busta chiusa insieme alla dichiarazione del testatore contenuta nel plico, sicché il contenuto non possa essere estratto senza che venga notato. Nel caso in cui il testatore sia muto o sordomuto, la dichiarazione deve essere redatta in presenza dei testimoni ed egli deve dichiarare per iscritto di aver preso visione del testamento nella circostanza in cui questo è stato redatto da terzi. Il testamento segreto presenta diversi vantaggi: in quanto commistione di testamento olografo e pubblico, realizza il volere di segretezza del testatore e, al contempo, ha il beneficio di garantire, tramite il deposito presso il notaio, la conservazione dell’atto e la sua sicura reperibilità al momento opportuno, evitando rischi di dispersione o distruzione, anche accidentale, dello stesso.
  • Un’ulteriore forma di testamento per atto di notaio che è stata introdotta nel nostro ordinamento è il testamento internazionale. Trattasi di un documento scritto non necessariamente di pugno del testatore che viene consegnato al notaio (soggetto abilitato in Italia a ricevere gli atti previsti dalla Convenzione di Washington) contestualmente alla dichiarazione resa alla presenza di due testimoni che il documento costituisce il proprio testamento e che se ne conosce il contenuto. Il notaio redige apposita attestazione della dichiarazione e del ricevimento del documento. La scheda, come detto, è redigibile anche ad opera di un terzo o con mezzi meccanici e viene sottoscritta alla presenza del notaio, ossia viene consegnata già firmata e chiusa.

Testamento olografo

Alla categoria dei testamenti ordinari appartiene altresì il testamento olografo, oggetto dell’attuale trattazione. Il testamento olografo rappresenta la forma testamentaria più semplice, economica e riservata per disporre delle proprie sostanze, considerato che è semplice da redigere e permette di non comunicare agli altri le proprie volontà.

Per mano del de cuius

Il comma 1 dell’art. 602 del c.c., precisa che deve essere “scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore”. Il testamento, per essere olografo, quindi, deve essere scritto interamente di mano del de cuius, da lui datato (indicando oltre al giorno, mese, anno e luogo) e firmato, sicché sono esclusi dattilografia, stampatello, eterografia, anche solo parziale, ovvero limitata a talune frasi o clausole.

L’autografia si riferisce alla scrittura manuale impiegata abitualmente dal testatore per formalizzare le sue ultime volontà, in assenza di mezzi meccanici, elettronici o del ricorso alla sostituzione e collaborazione di terzi anche solo per scrivere una parola o passaggi di testo. Difatti, l’eventuale impiego di qualsivoglia strumento estraneo alla mano grafo-operante del testatore (personal computer, strumenti di videoscrittura, etc.) o il rilievo di una grafia differente da quella appartenente al medesimo determinano l’invalidità dell’olografo, giacché verrebbe meno il requisito dell’autografia che assicura, dal punto di vista giuridico, la genuinità della volontà testamentaria, la paternità delle disposizioni e la personalità del contenuto dell’atto, dunque, la certezza sulla sua provenienza in relazione alla volontà in esso contenuta. Il testatore può apportare, di suo pugno, aggiunte e correzioni alle disposizioni anche in momenti differenti, purché le modifiche significative vengano ulteriormente datate e sottoscritte

Nullità del testamento

Nel caso in cui le disposizioni di ultima volontà non siano state redatte su un supporto cartaceo o similare o possiedano dimensioni e caratteristiche ostative una misurabilità convenzionale nella prassi ordinaria degli archivi notarili, sarà necessario effettuare una riproduzione fotografica da allegare poi all’atto della pubblicazione. In aggiunta, è possibile la redazione su più fogli; in tale circostanza, è richiesto dalla Cassazione la presenza di un collegamento materiale e di un collegamento logico sostanziale tra questi (pagine numerate, ognuna datata e sottoscritta, contestualità della scrittura, etc.), sicché possa risultare la riconducibilità di questi ad un unico testamento del disponente.

Nullità del testamento

La redazione della scheda può avvenire anche in maniera progressiva, in tempi e luoghi differenti, a condizione che si realizzino i requisiti formali canonici (autografia, data e firma); in ogni caso farà fede la data apposta sullo scritto. È pienamente valido, pertanto, il cosiddetto documento asincrono, la cui stesura cioè è avvenuta in fasi diverse, fatta salva la dimostrazione (a carico del ricorrente) di profili di irregolarità eventuali. La mancanza di autografia è motivo di nullità dell’olografo.

Al testamento olografo deve altresì essere apposta una data al fine di determinare l’esatta collocazione temporale dell’atto, ossia il momento cronologico della sua redazione e sottoscrizione. La data costituisce un elemento essenziale, in presenza di contestazioni, per l’accertamento della capacità di intendere e di volere del testatore al momento della stesura della scheda.

Le cause di nullità

Al pari di qualsivoglia negozio giuridico, anche il testamento, in ragione di specifiche fattispecie patologiche, tanto di carattere formale che sostanziale, può incorrere nei fenomeni, ossia nelle categorie giuridiche della nullità e dell’annullabilità a seconda della maggiore o minore incidenza ed intensità dei vizi che lo interessano, idonee entrambe a sottrarre valenza giuridica alle disposizioni di ultima volontà. In sintesi, l’olografo è invalido se presenta cause di nullità o in caso di accertamento giudiziale di cause di annullabilità. La nullità del testamento olografo si riferisce a quella forma di invalidità atta a privare interamente l’atto di efficacia giuridica, ovvero a renderlo assolutamente incapace di produrre gli effetti che gli sono propri, in quanto voluti dal testatore, a partire dall’apertura della successione. La nullità dell’olografo ha luogo quando l’atto risulta affetto da gravi irregolarità che ne impediscono l’efficacia al pari di un testamento orale (cosiddetto nuncupativo) considerato dalla legge inesistente, prevedendo quest’ultima la forma scritta per ogni forma testamentaria valida. In altri termini, ricorre nullità quando l’atto sin dal suo nascere è privo degli elementi voluti dalla legge per la sua esistenza o per la sua validità.

L’art. 606 comma 1 del codice civile indica le cause in cui è comminata nullità che, nel caso dell’olografo, riguardano la presenza di vizi di forma essenziali come:

 – la mancanza di sottoscrizione e/o

 – la mancanza di autografia.

 In proposito, a norma dell’art. 602 del c.c., perché il testamento olografo sia valido, devono essere soddisfatti tre requisiti di forma:

 ▪ autografia,

▪ datazione (in relazione al momento di perfezionamento del documento),

 ▪ sottoscrizione (sempre e solo per mano del testatore).

Le principali cause di annullabilità

Difetti formali e difetti sostanziali non sono sempre causa di nullità del negozio, importando in specifici casi la più tenue conseguenza dell’annullabilità. Il testamento annullabile, differentemente da quello nullo, produce tutti i suoi effetti dall’apertura della successione sino a quando, sorte le contestazioni e instaurato un giudizio, non viene annullato.

L’annullamento è pronunziato dal giudice previa verifica della sussistenza di una delle fattispecie di vizi che determinano cause di annullabilità, vale a dire:

▪ una volontà del testatore viziata (art. 624 c.c.) da:
violenza, che deve essere tale da poter avere efficacia sulla persona del testatore e sulla sua determinazione di volontà;
dolo, che nel caso di testamento viene chiamato captazione; essa non si concreta in una qualsiasi influenza psicologica esercitata sul testatore ma deve consistere in veri e propri artifici e raggiri ed altri mezzi fraudolenti che, avuto riguardo all’età e allo stato di salute e alle condizioni di spirito del testatore, siano idonei a trarlo in inganno;
 – errore sull’oggetto della disposizione testamentaria, sulla persona dell’erede o del legatario o sul motivo.

vizi di forma per i quali, tolti i casi che comportano la nullità, la legge commina la semplice annullabilità: si pensi al difetto di datazione (mancanza o incompletezza di datazione) dell’olografo (arg. ex art. 606 cpv., c.c.)

 ▪ incapacità legale o naturale del testatore (art. 591 c.c.). L’azione di annullamento di un testamento può essere promossa da chiunque vi abbia interesse nel termine di cinque anni dalla data in cui è stata data esecuzione alle volontà testamentarie o dal giorno in cui si è avuta notizia della violenza, del dolo o dell’errore.

La decorrenza del termine prescrizionale quinquennale per l’azione di annullamento dell’atto nei casi di incapacità del testatore ex art. 591 c.c. avviene dal giorno in cui è stata data, anche da un solo soggetto chiamato all’eredità, almeno un’unica tra tutte le disposizioni del testatore (Cass. Civ. sez. II, 13.11.2019, sentenza n. 4449, pubblicata il 20.2.2020)


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