Revenge Porn: violenza di genere e uso illecito della rete

Revenge Porn: violenza di genere e uso illecito della rete
Giacomo Piperno

*A cura di Lucia Placa

Il Revenge Porn, detto anche pornografia non consensuale (Bates, 2017), è un aspetto aberrante delle relazioni online disadattive. Tale fenomeno coinvolge maggiormente la categoria femminile, che quindi corre un maggiore rischio di vittimizzazione.

Che cos’è il Revenge porn?

Il Revenge Porn è uno dei fenomeni che più di ogni altro sta interessando il mondo dei social network. Letteralmente va tradotto come “vendetta pornografica” sta ad indicare l’uso deviante che viene fatto di immagini o video privati a sfondo sessuale, che seppur consenzienti al momento della produzione, non hanno fornito il consenso alla pubblicazione sui social media. La divulgazione del materiale rappresenta spesso una forma di punizione per la sofferenza che l’autore di tale gesto ha subito a causa del rapporto sentimentale interrotto per la volontà della vittima (Scheller, 2014; Bates, 2017); l’obiettivo, quindi, è quello di umiliare la persona coinvolta e che diventa preda del web. Tale atteggiamento può essere anche di natura estorsiva; attraverso tali condotte, ancora prima della fine della relazione, l’autore del gesto cerca di tenere sotto controllo il partner che abbia manifestato l’intenzione di concludere la relazione sentimentale. Il termine talvolta, viene utilizzato per riferirsi a contesti non propriamente vendicativi, come ad esempio la distribuzione di pornografia senza autorizzazione, per finalità di lucro, per esempio un compenso diretto del sito sul quale il materiale è caricato o in base al numero di visualizzazioni ricevute dal video. Ad ogni modo, è un fenomeno che prende sempre più campo creando danni ad innumerevoli vittime prevalentemente donne, le quali subiscono una brutale violazione della loro sfera più intima finendo per assistere impotenti alla propagazione virale delle loro immagini. Da spazio senza confini, il web diventa così un luogo chiuso senza alternative. Per parlare di Revenge Porn devono quindi sussistere i seguenti tratti:

  • minacce da parte di un ex partner o una persona con cui si è avuto un rapporto;
  • l’oggetto delle minacce deve essere la diffusione di materiali privati a sfondo sessuale;
  • diffusione effettiva d’immagini e video privati attraverso messaggi, e-mail, social media, chat e web.

Revenge Porn vs Sexting: Differenze chiave

Da un punto di vista analitico siamo di fronte a una trasformazione o conseguenza del Sexting. Con questo termine si intende lo scambio di contenuti piccanti attraverso smartphone e computer, molto di moda soprattutto tra i più giovani; deriva dalla fusione di due parole inglesi “sex” e “texting”, consiste nell’invio, nella ricezione o nella condivisione di messaggi contenenti fotografie o video sessualmente espliciti a carattere sessuale, tramite smartphone. (Klettke, Hallford e Mellor, 2014). È una pratica, infatti, diffusa tra i giovani quella di inviare al partner, foto e video intimi spesso provocatori o maliziosi, anche se si tratta di una conoscenza fatta online. Il più delle volte, lo scopo è quello di soddisfare, appagare in qualche modo la persona che si è conosciuta e non chiaramente quello di pubblicare il video sul web; infatti, il sexting si basa sulla libera volontà delle parti di scambiarsi messaggi di un determinato tipo e non costituisce un illecito. Si configura, invece, il reato di revenge porn, quando il contenuto sessualmente esplicito viene divulgato a terzi senza il consenso di chi è ritratto; li possiamo considerare come aspetti diversi del medesimo fenomeno, o meglio il revenge porn può essere considerato la degenerazione del sexting.

Revenge Porn vs Sexting: Differenze chiave

Il Ruolo del Web: Revenge Porn e Cyberbullismo

Il revenge porn, come il Cyberbullismo, trova terreno fertile e consolida la propria ferocia poggiandosi sulla memoria infinita ed eterna della Rete; ogni informazione caricata in internet rimane astrattamente disponibile per sempre (Finocchiaro, 2016); come sostiene Strachan (2014) le informazioni condivise in Rete sono “immortali”. L’evidenza empirica testimonia come le vittime primarie del revenge porn siano soprattutto le donne e le ragazze, ed è proprio tale ragione a fare del revenge porn, insieme al cyberstalking, un fenomeno di violenza di genere, essendo le donne discriminate proprio nella manifestazione della propria sessualità, ma in astratto il revenge porn può colpire sia uomini che donne.

Revenge Porn: Descrizione del fenomeno

Quando si parla di violenza sulle donne, di istinto pensiamo subito a forme di aggressione fisica o sessuale che prevedono necessariamente un contatto fisico, ma in realtà la violenza esiste in forme diverse; per esempio, pensiamo alla violenza psicologica e alla violenza indotta dalla tecnologia. La tecnologia ha sicuramente portato molti vantaggi, soprattutto in questo momento storico dove la pandemia ci sta costringendo a limitare i nostri contatti sociali, e i social ci fanno sentire meno soli e ci danno la possibilità di continuare a vivere relazioni sia in ambito lavorativo che personale.

Come sottolinea Galimberti (2009), con internet ci “avviciniamo a ciò che è distante e ci allontaniamo da ciò che ci è vicino”. L’uso dei social ha quindi cambiato il modo di vivere la nostra quotidianità. Molti utilizzano la rete per costruire online un’immagine, a volte artefatta per attirare l’interesse degli altri, la utilizzano come scenario privilegiato per i loro istinti perversi o per mettere in atto dei reati perché convinti di poter sfuggire più facilmente alle conseguenze delle loro azioni.

Tutto ciò ha chiaramente un risvolto negativo, ha favorito la diffusione di informazioni in modi negativi e dannosi, contribuendo a influenzare il panorama della violenza; una forma crescente di violenza indotta dalla tecnologia, è il cosiddetto abuso sessuale basato sulle immagini (Eaton, McGlynn, 2020), ovvero la distribuzione di materiale sessualmente esplicito, senza il consenso della persona ritratta.

Il Revenge Porn e la sua Distinzione dalla Pornografia Non Consensuale

Tale macrocategoria include la pornografia non consensuale, all’interno della quale rientra il revenge porn. Sebbene i media abbiano spesso usato il termine revenge porn per descrivere la pornografia non consensuale, in realtà le due espressioni non sono sovrapponibili. Il revenge porn, infatti, implica la diffusione di immagini sessualmente esplicite allo scopo di umiliare o danneggiare la vittima (Citron & Franks, 2014), laddove invece la diffusione non consensuale di immagini sessualmente esplicite non è sempre motivata da vendetta o dall’intento di infliggere un danno all’altro (McGlynn, Rackley & Houghton, 2017).

La Dinamica del Revenge Porn: Vendetta e Controllo

L’atto del Revenge porn è una forma legittima di vendetta interpersonale che implica una forma di punizione e controllo, ad esempio a seguito di un’infedeltà reale o immaginaria o l’interruzione della relazione (Hall & Hearn, 2019). La vendetta sta nel fatto che qualcosa che doveva essere interno ed intimo alla coppia viene invece reso noto da uno dei due partner.

La Dinamica del Revenge Porn: Vendetta e Controllo

Secondo Walker e Sleath (2017) attraverso la pubblicazione di queste immagini, possono infatti aver bisogno di riaffermare il proprio ruolo di genere come superiore a quello della donna, riconquistando quel potere che hanno sentito di aver perso subendo la decisione di chiusura della relazione sentimentale.

Non tutti sono consapevoli delle conseguenze e del danno psicologico, fisico, economico che può generare l’immissione in rete di materiale sessualmente esplicito all’insaputa della vittima, ma ciò non giustifica quel comportamento dal momento che le immagini private sono destinate a rimanere tali.

Negli ultimi anni, per fortuna, le persone colpite dal fenomeno hanno iniziato a manifestare e denunciare tali eventi, rendendo evidenti i gravi danni subiti come la perdita di opportunità professionali, formative e soprattutto lesioni a carattere psicologico.

Grazie alle prime aperture (Chiarini, 2013) e denunce, si è iniziato infatti, a percepire il senso delle dimensioni critiche del fenomeno, complesso ed intenso da essere compreso con difficoltà, nei suoi potenziali effetti devastanti, dall’opinione pubblica, dal legislatore, dalle forze dell’ordine, e dalla stessa magistratura.

Revenge Porn come forma di Violenza Domestica e Sessuale

La pornografia di vendetta è spesso una forma di violenza domestica, specialmente nei numerosi casi in cui le immagini intime sono coercitivamente ottenute da un partner che abusa della propria posizione di potere; in alcuni casi segue la minaccia di rilevare tali immagini nel caso in cui le vittime intendessero interrompere il rapporto sentimentale. Alcuni autori lo definiscono come un atto in cui l’autore soddisfa la sua rabbia e frustrazione per la rottura della relazione, abusando delle informazioni di cui ha conoscenza o del materiale di cui è in possesso o che ha sottratto al fine di denigrare pubblicamente la vittima (Halder e Jaishankar, 2013).

Tuttavia, al di là delle specifiche linguistiche, una volta online non è sempre semplice comprendere se a pubblicare le immagini o i video intimi, sia realmente stato l’ex partner, o se queste immagini sono state pubblicate da altri come forma di molestia sessuale online.

Revenge Porn come forma di Violenza Domestica e Sessuale

La cronaca ha dimostrato come a perpetrare il ricatto sessuale siano soprattutto persone legate alla vittima da un rapporto sentimentale (coniugi, compagni/e, fidanzati/e), che agiscono in seguito alla fine di una relazione per “punire”, umiliare o provare a controllare gli ex facendo uso delle immagini o dei video in loro possesso.

Quando la minaccia si concretizza, la vittima subisce una destabilizzazione sociale della propria reputazione, che fatica a recuperare (McGrath, M. G., Casey, E., 2002). La lotta per riconoscere la violenza domestica e quella sessuale come gravi, è un problema sempre più attuale.

Cause principali del Revenge Porn

Tra le cause principali di questi nuovi crimini online, sicuramente trova terreno fertile l’affermarsi delle tecnologie digitali. Gli smartphone hanno digitalizzato molti aspetti della vita delle persone, soprattutto dei più giovani ([fonte](http://www.eunomika.com/2020/12/11/Revenge porn)).

Alcuni autori definiscono il Revenge porn come un atto in cui l’artefice soddisfa la sua rabbia e frustrazione per la rottura della relazione, abusando delle informazioni che ha in suo possesso, al fine di diffamare pubblicamente la vittima con l’obiettivo di vendicarsi (Halder e Jaishankar, 2013). Questa necessità di operare potere sulla vittima, che vi si è sottratta e che ormai è sfuggita a quel controllo, riporta l’ex partner in una condizione di oppressione e di detentore del potere.

In questa dinamica, il web si presta molto a questo gioco di potere, facilita questo tipo di comportamenti rendendo il soggetto più disinibito ed ha in sé capacità di depersonalizzazione, deresponsabilizzazione e deumanizzazione.

Proprio in virtù di questi episodi, per il modo con cui si manifesta, il revenge porn dovrebbe essere classificato come reato sessuale, a causa della sua somiglianza con altri tipi di reati sessuali come l’aggressione, le molestie (Bloom, 2014).

Secondo Beatles (2017), l’aggressione sessuale non è sempre riconducibile ad un bisogno di gratificazione sessuale, ma quanto a un atto di dominio maschile sulle donne. Pensiamo, ad esempio, al caso in cui un ragazzino scelga di diffondere materiale sessualmente esplicito della propria partner per vantarsi della sua vita sessuale. In questo caso non c’è vendetta, bensì la condivisione di una ‘preda’ con i compagni al fine di sentirsi riconosciuto nella propria autostima.

Autori come Chapleau e Oswald (2010) sostengono che al desiderio di potere si aggiunge l’odio nei confronti delle donne e la necessità di riaffermare ruoli di genere stereotipati che pongono le donne sotto il controllo degli uomini. La vittima che subisce questa grave intrusione, negli aspetti più intimi e privati della propria persona, si ritrova ad affrontare una serie di conseguenze umilianti sia a livello relazionale che a livello psicologico.

Come è punito il Revenge porn in Italia?

L’art. 10 della legge 19 luglio 2019, n. 69, inserisce nel Codice penale l’art. 612-ter: il cd. delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, il quale sancisce che “chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda – senza il consenso della persona rappresentata – immagini o video a contenuto sessualmente esplicito (si rinvia alla lettura dell’art. 612-ter c.p. e all’art. 10 c. 1 l. 69/2019) che in realtà erano destinati a restare privati” è punito con la “reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000”.

Sono soggetti al medesimo regime punitivo anche coloro che una volta ricevuto o acquisito il materiale li inviino, consegnino, cedano, pubblichino o diffondano il medesimo materiale senza il consenso della persona rappresentata, con il fine di recare ad essa nocumento. Pertanto, possiamo affermare che il reo è sia chi riceve in prima battuta materiale pornografico da parte del mittente – nonché il protagonista rappresentato – sia chi riceve il materiale non direttamente dal mittente ma da un primo destinatario.

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