Associazione Italiana di Psicologia Giuridica

 

Recensione 26
L'individuazione del processo penale minorile
Confronto con il sistema inglese
di Vania Patané, Edizioni Giuffrè, 1999
Riteniamo utile segnalare il libro della Prof.ssa Vania Patané, Ricercatore di Diritto Penale, Facoltà di Gurisprudenza, Università di Catania, dal titolo "L'individualizzazione del processo penale minorile. Confronto con il sistema inglese".
Riportiamo alcune considerazioni che l'autrice fa nella presentazione del suo libro. 
"Nel settore della giustizia penale minorile, l'esigenza che la vicenda processuale si ponga come occasione di intervento a carattere educativo, impone che il processo miri ad obiettivi ulteriori rispetto al semplice accertamento della verità dei fatti, puntando a soluzioni capaci di determinare un'evoluzione positiva della personalità dell'imputato minorenne. In quest'ottica, il sistema inglese, alla cui analisi è dedicata la prima parte del lavoro, fornisce un parametro di riferimento particolarmente significativo, per la lunga tradizione nella sperimentazione di soluzioni, alternative all'epilogo sanzionatorio, estremamente duttili e adeguate a tale peculiarità teleologica dello strumento processuale minorile. Soluzioni che nel sistema italiano potrebbero trovare proficua applicazione, ovviamente entro i limiti consentiti dal rispetto dei principi-cardine dell'ordinamento, soprattutto al fine di individuare alcuni correttivi agli aspetti disfunzionali determinati da un intervento riformistico - quale quello operato attraverso il D.P.R. n° 448/88 - di portata sicuramente limitata e comunque insufficiente rispetto alla complessità del problema e alla qualità e rilevanza delle risposte normative richieste".
Recensione 25
Esame e controesame nel processo penale
Diritto e Psicologia
di Luisella de Cataldo Neuburger, CEDAM Editore, Padova, 2000
Utile e brillante impresa è stata per l'Autrice affrontare il tema relativo all'arduo compito della raccolta della prova testimoniale al dibattimento attraverso il controllo dei requisiti di scientificità degli strumenti utilizzati in ambito peritale.
Utile in quanto mancava in letteratura un'analisi così puntuale e rigorosa del funzionamento del processo penale nei suoi aspetti tecnici, in particolar modo nella fase del controesame e della testimonianza in genere. Brillante in quanto, il saper accettare la complessità dei fenomeni trattati, regola che l'Autrice ha adottato per affrontare questo libro, presuppone il fatto di riconoscerne tale complessità. 
Il riconoscimento di ciò ha permesso l'espressione di una delle più creative integrazioni tra il diritto e la psicologia: il capire del giurista e il comprendere dello psicologo. La duplice competenza presente nella formazione e nell'attività professionale dell'Autrice permette di evidenziare la particolare sensibilità nel processo di formalizzazione di teorie, attraverso modelli strategici attivati in contesti e fasi specifiche del processo penale, sempre estremamente coerenti, dal punto di vista tecnico, metodologico e strumentale, con l'obiettivo da raggiungere: accertare la conoscenza e la coscienza della verità. 
L'analisi descrittiva, interpretativa ed esplicativa dell'esame testimoniale, dei testimoni e quindi della certezza della prova testimoniale mostrano come la struttura comunicativa e comunicazionale degli strumenti tecnici utilizzati tenda continuamente a correggere le possibili distorsioni che possono inficiare la certezza di un fatto/reato fondata sulle prove. Il giudice deve acquisire la certezza, attraverso le prove raccolte, per ricostruire il fatto/reato nel processo penale. Al fine di accertare i fatti il giudice utilizza, come strumenti del suo giudizio, altri giudizi o meglio giudizi di altri oltre che del proprio; per cui un'impostazione del controesame, così come è proposta dall'Autrice, attraverso modelli scientificamente attendibili in quanto sperimentati e concretamente utilizzabili per un contesto critico come quello processuale, può sempre più garantire elementi di prova che, per il loro valore rappresentativo, necessitano di massima garanzia di veridicità.
Anita Lanotte
Recensione 24
Psicologia Penitenziaria
Sviluppo storico e contesti psicologico-sociali e clinici II edizione
di Carlo Serra, Giuffrè Editore, Milano, 2000
Questa seconda edizione del testo, realizzata a meno di un anno dalla prima, ha trovato un'ampia distribuzione tra studenti e operatori che lo hanno ritenuto un prezioso strumento di studio, documentazione e di linee guida applicative. 
L'Autore ha continuato dunque il suo filone di ricerca su tematiche inerenti l'istituzione carceraria, approfondendo aspetti ritenuti essenziali rispetto alla precedente edizione e portando contributi derivanti da una attiva esperienza sul campo. Il testo ripercorre l'evoluzione storica, teorica e normativa della psicologia penitenziaria. Questa disciplina, parte integrante della psicologia giuridica, si è sviluppata ampiamente a partire dalla Riforma Penitenziaria del luglio 1975, e si occupa in maniera specifica di aspetti, interventi e problematiche che riguardano il carcere. 
L'opera, suddivisa in sei capitoli, comprende una serie di riflessioni che, partendo da spunti teorici, trovano riscontro nella pratica delle singole professionalità degli operatori penitenziari. 
Nella prima parte del testo viene proposta una minuziosa ricostruzione storica rintracciando il delinearsi della legge n. 354/75, in materia di "ordinamento penitenziario ed esecuzione delle misure privative e limitative della libertà", che persegue l'obiettivo di una pena intesa come possibilità di risocializzazione per il detenuto.
Vengono illustrate le successive innovazioni in tema di misure alternative alla detenzione, introdotte dalla legge n. 663/86 (Gozzini), in seguito riprese dalla legge Simeone-Saraceni (n. 165/98), ed infine riproposte nell'ipotesi del "pacchetto-sicurezza". 
All'interno di questo contesto legislativo emerge il percorso storico della Psicologia e Psichiatria penitenziaria. Non mancano inoltre cenni sul Nuovo Regolamento Penitenziario e riferimenti normativi sul "pacchetto-sicurezza".
L'appendice finale comprende una serie di documenti storici, accuratamente conservati dall'autore, che testimoniano gli sviluppi professionali e culturali della psicologia penitenziaria, dovuti, in parte, all'operatività del C.N.E.I.P.P.A (Coordinamento Nazionale Esperti Prevenzione e Pena Adulti). 
Considerando i numerosi approfondimenti sulle singole questioni, questo volume, continua a proporsi come strumento che permette di riflettere concretamente su problemi del carcere. 
Particolarmente indicato per operatori psicosociali, socio-sanitari e della giustizia, vuole offrire suggerimenti per quanti già si occupano del settore penitenziario, ma, allo stesso tempo, una base per formare coloro che intendono operarvi, e per chi, in maniera più informale desidera avvicinarsi al "pianeta carcere". 
Barbara Giambra
Recensione 23
Proposte di criminologia applicata 2000
Serra C. (a cura di), Giuffrè Editore, Milano, 2000
Il testo rappresenta una novità all'interno del panorama della scienza criminologica, proponendosi come insieme di contributi offerti da giovani studiosi che hanno deciso, sotto la supervisione costante dell'autore, di raccogliere ed approfondire i dati emersi da ricerche condotte negli anni di collaborazione presso l'Insegnamento di Criminologia della Facoltà di Psicologia "La Sapienza". 
Obiettivo del lavoro è stato quello di esaminare vecchi e nuovi temi criminologici inerenti la criminalità e il controllo sociale, non solo come strumento di studio, ma anche come strumento di lavoro. 
Il testo è composto da 18 capitoli suddivisi in due parti. 
Nella prima parte vengono illustrate la storia delle teorie, la metodologia della ricerca criminologica e gli obiettivi della criminologia applicata. 
Nella seconda parte, invece, sono stati presi in esame ed analizzati i fenomeni che possono produrre nuove forme di criminalità senza la pretesa di proporre soluzioni definitive a tali fenomeni, ma di offrire un contributo significativo in una disciplina articolata e dinamica. 
I primi capitoli analizzano diverse tematiche, da un excursus storico delle teorie (dall'Ottocento ai nostri giorni), alla metodologia della ricerca in criminologia. 
Il testo prosegue con una riflessione sulla professione del criminologo, prendendo, inoltre, in esame le linee-guida che permettono di strutturare interventi orientati alla tutela delle vittime di reato. 
Quindi, viene analizzato l'omicidio nelle sue varie tipologie proponendo come oggetto di riflessione i crimini sessuali, la questione della violenza sui minori e della pedofilia. 
Conclude la panoramica sul mondo dell'infanzia il nono capitolo, nel quale viene descritto il percorso che il minore, questa volta visto come autore di reato, si trova ad intraprendere una volta entrato nel circuito penale. 
I successivi capitoli aprono le porte al mondo dell'istituzione penitenziaria. 
In particolare, si parla di trattamento carcerario e della tematica della violenza nelle istituzioni. 
Nella parte conclusiva del testo la cornice di riferimento è rappresentata dal versante della macrocriminalità: le nuove forme di aggregazione; il fenomeno della tossicodipendenza visto in un'ottica interattiva fra sistema penale ed intervento terapeutico-riabilitativo; il fenomeno delle 'sette'; il tema del terrorismo. Viene ripresa, inoltre, la questione della criminalità femminile e, sul versante della vittima di reato, il fenomeno dei rifugiati. 
Il manuale si conclude con la disamina di una forma di criminalità di difficile collocazione concreta: i reati informatici. 
Questo lavoro di sintesi su tematiche inerenti la criminologia, comprende un'ampia bibliografia per quanti desiderano approfondire le questioni dibattute. 
Per la struttura con cui è stato concepito, è particolarmente indicato per studenti che per la prima volta si trovano di fronte ad una disciplina piuttosto complessa, per coloro che con differenti funzioni operano 'sul campo' e che desiderano informazioni precise e corrette da poter ricavare rapidamente. 
Barbara Giambra
Recensione 22
Elementi di Psicologia Giuridica e di Diritto Psicologico
Civile, penale, minorile  
di Guglielmo Gulotta e Collaboratori, Giuffrè Editore, Milano, 2000.
È stato recentemente pubblicato il libro di Guglielmo Gulotta e collaboratori dal titolo "Elementi di psicologia giuridica e di diritto psicologico" edito da Giuffrè.
È un testo fondamentale per l'ampiezza dei contenuti e per la chiarezza e la lucidità con cui sono sviluppati gli argomenti, affrontati in modo approfondito sia negli aspetti teorici, sia attraverso modalità pragmatico-concrete. Inoltre, molto utile risulta la citazione che l'Autore fa alla fine di ogni paragrafo sulle fonti utilizzate e l'indicazione Per saperne di più in cui vengono dati i riferimenti bibliografici di possibile consultazione e approfondimento.
Anche per questi motivi il libro risulta di facile consultazione e lettura - dunque utile non solo agli specialisti del settore, pur presentando caratteristiche tipiche del trattato teorico di riferimento culturale.
Riportiamo alcune considerazioni che l'Autore fa nella presentazione del testo, proprio per completare ed esplicitare al meglio la filosofia che l'ha guidato e gli obiettivi prefissati.  
"Il libro si rivolge sia a professionisti delle scienze umane sia a giuristi e fornisce elementi essenziali di diritto per i primi e di psicologia per i secondi, richiamando le norme giuridiche, la giurisprudenza e, quando è necessario, le circolari ministeriali che delineano il campo, i contenuti e le modalità operative in differenti ambiti. Un libro, dunque, per professionisti e "professionalizzante"; un libro di cultura, formazione e lavoro, un libro di studio e di consultazione. Giuristi, avvocati e magistrati potranno avvicinarsi alle scienze psicologiche, o, eventualmente, migliorarne la conoscenza in ambiti in cui la psicologia può essere utile per interpretare o applicare le leggi (c.d. diritto psicologico); gli psicologi e gli altri professionisti delle scienze del comporta- mento (assistenti sociali, criminologi, psichiatri e sociologi) potranno conoscere la giurisprudenza e le norme giuridiche che governano le aree concernenti la loro operatività guardando ad argomenti di carattere psicologico in una prospettiva normativa e giurisprudenziale. Tutti troveranno indicazioni di taglio pratico che consentiranno di operare in modo funzionale: per questo motivo grande importanza è data alla metodologia giudiziaria di taglio psicologico, relativa, per esempio, a come redigere una perizia, una consulenza tecnica di parte, come prepararsi ad una cross-examination, il tutto con riferimento ad ambiti molto disparati, quali l'abuso all'infanzia, l'affidamento dei minori, l'imputabilità degli adulti e dei minori, la capacità di stare in giudizio, la pubblicità ingannevole, la censura cinematografica, marchi e brevetti. Sono presenti per questo numerosi esempi ed anche schemi per la valutazione della personalità criminale, della capacità di stare in giudizio, della pericolosità, del danno biologico di natura psichica ed essenziale"
Paolo Capri